The guardian

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Una piccola scatolina ruzzola giù per le scale del sottopassaggio della metropolitana. E' chiusa, quadrata, rivestita di seta colore avorio. Si arresta ai piedi di un barbone seduto in terra accanto a un distributore automatico di bevande.

L'uomo incuriosito raccoglie la scatolina e la apre. I suoi occhi stanchi si spalancano alla vista di una crisalide. E' incredulo e meravigliato come se avesse appena scoperto qualcosa di troppo prezioso per lui.

Ancora attonito si affretta a richiudere la scatola mentre si alza da terra e, senza preoccuparsi di recuperare le offerte ricevute, sale le scale del sottopassaggio fino ad arrivare all'esterno.

Il barbone si guarda attorno con lo sguardo sgomento scrutando la folla, cercando il padrone del prezioso come se sapesse perfettamente chi sia. Tiene la scatolina con la mano sinistra mentre con la destra la avvolge per proteggerla. Cammina lungo il marciapiede e osserva bene ogni passante che incrocia sul suo cammino per riconoscerne la fisionomia. I passanti, curati e ben vestiti, ricambiano con indifferenza.

Sta per piovere.

Il barbone si siede su una panchina sotto alla pensilina della fermata dell'autobus.

Apre di nuovo la scatolina.


«Mi dispiace così tanto tesoro...»


La richiude e la stringe al petto.

Si sdraia sulla panchina, e si copre con dei fogli di giornale che ha recuperato da un cestino dell'immondizia lì accanto.

Una macchina passa dinanzi a lui con gran velocità facendo volare via i fogli.

Riamane immobile, già addormentato con la scatolina protetta fra le sue mani.

Inizia a piovere.