Memories in a box
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Noah è appena arrivato a casa.
E' un appartamento arredato con gusto, ordinato. Asettico.
Varca la soglia senza accendere la luce, per lui è sufficiente l'illuminazione dei lampioni esterni che penetra dalle serrande socchiuse.
Si dirige in camera da letto dove vi è la stessa penombra. Prende in mano una scatola nera dalla scrivania e si siede sul letto. La osserva per un istante, poi la apre con cura e dedizione. Con i soliti movimenti accurati stende tutto il contenuto: per prima cosa un diario, poi per lo più foto di persone di entrambi i sessi. Forse amici? Amanti? In molte di queste ricorre una donna dai capelli rossi... Ricordi di un trascorso vissuto, felice, o deludente. Finito.
Dopo aver adagiato con rispetto il tutto, come un rituale sacro, con la stessa sequenza rimette ogni cosa dentro la scatola nera che ripone delicatamente sulla scrivania.
Alza lo sguardo alla parete dinanzi a se dove vi è appeso uno specchio. Osserva il suo riflesso: toccandosi il viso, nota che dovrebbe radersi.
Poi si sofferma sulla sua immagine. Si guarda dritto negli occhi. Il suo sguardo inespressivo sta gradualmente mutando. Sembra che stia per piangere, o ridere. O chissà cosa? Una serie di smorfie soffocate. Oppone resistenza per non far emergere nessun tipo di sentimento. E' uno sforzo insostenibile, più del solito questa sera.
Riesce a placare le contrazioni dei suoi muscoli facciali e ritorna ad avere gli stessi occhi apatici di prima. Ma stavolta è stato diverso. Sente di aver avuto paura.
Ma la paura è un sentimento?
E' un appartamento arredato con gusto, ordinato. Asettico.
Varca la soglia senza accendere la luce, per lui è sufficiente l'illuminazione dei lampioni esterni che penetra dalle serrande socchiuse.
Si dirige in camera da letto dove vi è la stessa penombra. Prende in mano una scatola nera dalla scrivania e si siede sul letto. La osserva per un istante, poi la apre con cura e dedizione. Con i soliti movimenti accurati stende tutto il contenuto: per prima cosa un diario, poi per lo più foto di persone di entrambi i sessi. Forse amici? Amanti? In molte di queste ricorre una donna dai capelli rossi... Ricordi di un trascorso vissuto, felice, o deludente. Finito.
Dopo aver adagiato con rispetto il tutto, come un rituale sacro, con la stessa sequenza rimette ogni cosa dentro la scatola nera che ripone delicatamente sulla scrivania.
Alza lo sguardo alla parete dinanzi a se dove vi è appeso uno specchio. Osserva il suo riflesso: toccandosi il viso, nota che dovrebbe radersi.
Poi si sofferma sulla sua immagine. Si guarda dritto negli occhi. Il suo sguardo inespressivo sta gradualmente mutando. Sembra che stia per piangere, o ridere. O chissà cosa? Una serie di smorfie soffocate. Oppone resistenza per non far emergere nessun tipo di sentimento. E' uno sforzo insostenibile, più del solito questa sera.
Riesce a placare le contrazioni dei suoi muscoli facciali e ritorna ad avere gli stessi occhi apatici di prima. Ma stavolta è stato diverso. Sente di aver avuto paura.
Ma la paura è un sentimento?
Qualcosa è rimasto in superficie. Ha bisogno di uscire, scappare. Scappare da cosa?
Esce di nuovo di casa veloce sbattendo violentemente la porta di ingresso alle sue spalle.
Esce di nuovo di casa veloce sbattendo violentemente la porta di ingresso alle sue spalle.

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