Butterfly wings
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Un timbracartellini in primo piano segna le ore 20,00 di mercoledì 7 settembre. Dei badge si avvicinano in sequenza al sensore emettendo ognuno di loro un "bip".
Crepuscolo. Le luci giallo/arancio dei lampioni illuminano strade grigie e affollate. Noah sta rientrando a casa dopo la giornata lavorativa. 40 anni, bell'aspetto, curato, rasato. Camicia bianca e jeans. E' seduto sul sedile di un autobus di linea dalla parte del finestrino. Lo sguardo sereno osserva le varie sfumature di colori nel cielo, e il vetro riflette l'immagine di un uomo che ha fatto pace con se stesso.
Nell'autobus ci sono altri passeggeri. Sono diversi tra loro di età, di sesso e di stile, ma tutti con una luce spenta negli occhi. Nessun sentimento trapela dai loro volti.
L'autobus sosta ad una stazione.
Sale una ragazza visibilmente ubriaca. Monta i gradini del bus tremando. Nessuno sembra accorgersi di lei, tranne Noah che la guarda con sospetto mentre avanza barcollando. Ora l'ha superato e si siede dietro di lui dalla parte del corridoio.
Le porte dell'autobus si aprono con il loro suono inconfondibile. Noah si alza dal seggiolino per scendere alla sua fermata. La ragazza alle sue spalle lo afferra per la camicia e con occhi sgranati grida:
«Tu puoi vedermi?».
Noah sussulta per lo spavento, si strattona forte per liberarsi dalla presa, mentre lei continua a gridare:
«PUOI VEDERMI?».
Nessuno distoglie il proprio sguardo.
Si libera dalla stretta della ragazza e scende veloce rimanendo per un attimo fuori alla fermata, angosciato.
Il mezzo chiude le porte e riprende la sua corsa.
Noah si volta, osserva l'autobus allontanarsi e sparire dietro l'angolo della strada. I suoi occhi cambiano espressione e fanno capire che ha intuito qualcosa. Poi, con sguardo preoccupato, corre veloce verso casa.
Crepuscolo. Le luci giallo/arancio dei lampioni illuminano strade grigie e affollate. Noah sta rientrando a casa dopo la giornata lavorativa. 40 anni, bell'aspetto, curato, rasato. Camicia bianca e jeans. E' seduto sul sedile di un autobus di linea dalla parte del finestrino. Lo sguardo sereno osserva le varie sfumature di colori nel cielo, e il vetro riflette l'immagine di un uomo che ha fatto pace con se stesso.
Nell'autobus ci sono altri passeggeri. Sono diversi tra loro di età, di sesso e di stile, ma tutti con una luce spenta negli occhi. Nessun sentimento trapela dai loro volti.
L'autobus sosta ad una stazione.
Sale una ragazza visibilmente ubriaca. Monta i gradini del bus tremando. Nessuno sembra accorgersi di lei, tranne Noah che la guarda con sospetto mentre avanza barcollando. Ora l'ha superato e si siede dietro di lui dalla parte del corridoio.
Le porte dell'autobus si aprono con il loro suono inconfondibile. Noah si alza dal seggiolino per scendere alla sua fermata. La ragazza alle sue spalle lo afferra per la camicia e con occhi sgranati grida:
«Tu puoi vedermi?».
Noah sussulta per lo spavento, si strattona forte per liberarsi dalla presa, mentre lei continua a gridare:
«PUOI VEDERMI?».
Nessuno distoglie il proprio sguardo.
Si libera dalla stretta della ragazza e scende veloce rimanendo per un attimo fuori alla fermata, angosciato.
Il mezzo chiude le porte e riprende la sua corsa.
Noah si volta, osserva l'autobus allontanarsi e sparire dietro l'angolo della strada. I suoi occhi cambiano espressione e fanno capire che ha intuito qualcosa. Poi, con sguardo preoccupato, corre veloce verso casa.

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